Con il termine impiallacciatura si intende quella particolare tecnica di lavorazione per la quale un legno non pregiato viene ricoperto di un sottilissimo strato di legno che viene chiamato piallaccio o tranciato. Per piallaccio solitamente viene utilizzato del legno pregiato come può essere il noce, il rovere ma anche il mogano o il ciliegio così da conferire a tutto il pannello l’aspetto di elemento in vero legno massello.

Se all’inizio l’impiallacciatura veniva realizzata solo legno su legno, con il tempo, ricerca e tecnologia, hanno contribuito alla generazione di pannelli da rivestimento con caratteristiche meccaniche eccellenti, a basso impatto ambientale e a costi ridotti,  che permettono la produzione arredi di qualità e durata anche in ambienti come bagni e cucine

L’impiallacciatura è una tecnica molto antica. Veniva già utilizzata durante il Rinascimento quando i mobili in massello di legno di scarto venivano poi ricoperti di legno nobile per renderli più preziosi. La tecnica, con alcune evoluzioni, si è tramandata fino ai giorni nostri ma in base alla tipologia di incollaggio è possibile valutare la data reale di fabbricazione del mobile.

La produzione del tranciato attualmente viene realizzata attraverso l’utilizzo di impianti automatizzati, attrezzati con enormi lame estremamente affilate. Il tronco che costituirà il piallaccio viene selezionato in fogli sottilissimi che vengono in seguito incollati sui vari tipi di pannelli. Questo permette al legno di acquisire una certa elasticità che permette anche la lavorazione di oggetti ricurvi.

Ciò che rende davvero caratteristico l’impiallacciato, è possibilità di creare simmetria delle venature del legno. Nell’Ottocento la bravura di un ebanista era data dalla capacità di creare dei veri e propri disegni partendo da quelle venature. L’arte di creare disegni con le venature del legno viene detta ‘tarsia‘, una tecnica che oggi sta andando perduta anche se resistono delle ottime scuole artigiane a Sorrento, in provincia di Napoli, e a Treviglio, vicino Bergamo.