Il tranciato di legno rappresenta uno dei prodotti naturali più particolari. Ogni tronco possiede le proprie peculiarità diverse da pianta a pianta, per questo motivo bisogna seguire alcuni regole basilari e scegliere i tronchi più adeguati per il lavoro da svolgere.

Un lavoratore esperto può riuscire a comprendere le piccole differenza di colore che possono intercorrere tra una tonalità e un’altra, che in alcuni casi possono risultare piuttosto marcate dopo la verniciatura. Dopo aver selezionato i tronchi di struttura e colore idoneo per la lavorazione , si passa alle lavorazioni primarie, che sono la troncatura ossia, tagliare il legno di testa e la rifilatura, tagliare il legno nel senso della vena. Queste due lavorazioni vengono eseguite con due macchinari specifici in base al taglio da eseguire, nella troncatura si usano taglierine intestatrici con lame adeguatamente affilate ma resistenti all’usura in quanto la resistenza del legno è notevole. Nella seconda lavorazione si usano taglierine rifilatrici, con lame estremamente affilate, in quanto trovano una minor resistenza del legno, ma garantiscono che il taglio risulti pressoché perfetto per non evidenziare imperfezioni nella giunzione dei fogli, una delle lavorazioni successive.

Dopo l’iniziale preparazione dei pacchi di tranciato, generalmente 32 o 24 fogli, bisogna confezionare i singoli pannelli affiancando i piallacci nel modo migliore, rispettando venature e colorazioni rispettando le richieste del cliente. Il lavoro di unione del tranciato di legno può essere svolto grazie a macchine specifiche che usano come collante un sottile filo termocollante distribuito a zig-zag tra i due fogli da unire o con giuntatrici a colla, macchine che spalmano un sottile strato di colla tra i fogli da unire. Per alcune lavorazioni come intarsi in legno l’unione delle varie sezioni dei piallacci vengono eseguite con l’utilizzo di una speciale carta preincollata di spessore molto sottile che prima della verniciatura viene levigata via.