Descrizione:

Il legno di bubinga è tipico delle aree equatoriali dell’Africa. Si tratta di alberi grossi e molto alti, che possono raggiungere anche i 30 metri. La varietà del legno cambia nome a seconda dello stato di provenienza, quello del Gabon è chiamato kevazing.
La caratteristica del bubinga è la netta separazione dell’alburno biancastro dal durame, i cui toni bruno chiaro scalano verso il rosato ed il rossastro, con leggere venature scure. A differenza di altri tipi di legno l’alburno del bubinga è inutilizzabile in falegnameria.
Una delle qualità più apprezzate è quella rosso-rosso bruno, con venature purpuree, che tendono a scolorire con l’esposizione alla luce. La grana, talvolta ondulata ed irregolare, gli conferisce quell’aspetto decorativo che l’ha reso famoso.
Col bubinga si ottengono ottime impiallacciature e buoni prodotti da ebanisteria. Esso trova frequente impiego nella produzione di intarsi e decorazioni. Il legno massello viene utilizzato per costruire piccoli oggetti, quali manici di coltelli e spazzole, traversine ferroviarie e rifiniture per pavimenti. Viene utilizzato anche nella costruzione di strumenti musicali e per la produzione della resina coppale.
Il lengo di bubinga richiede un processo di essicazione molto lento, a causa della presenza di piccole fessure, ma il risultato finale è garantito. Una volta essiccato, si lavora molto bene a macchina e si assembla facilmente anche con viti e chiodi.
Il bubinga è considerato uno dei legni più pesanti in assoluto; stagionato ed essiccato può raggiungere un peso specifico di 900 kg/m3. Pur essendo molto resistente è principalmente indicato per uso interno. Data la sua durezza è piuttosto difficile da segare quando è ancora fresco.
Per il suo bell’aspetto decorativo il tranciato di bubinga viene impiegato spesso nella costruzione di mobili e di complementi di arredo. E’ inoltre reperibile in formati destinati alla produzione di pannelli e di elementi di architettura da interni.